Era il 1979, esattamente quarant’anni fa. Qualche mese prima dell’inizio dei mitici anni 80 nasceva una nuova versione della gamma 305, la vettura di classe media che la Casa del Leone aveva presentato due anni prima, nel novembre 1977. Nel 1979 nasceva infatti la versione Diesel, un’alimentazione che venne poi molto apprezzata anche in Italia e ancor oggi, seppur con una evoluzione tecnologica incredibile che ne ha esaltato le caratteristiche di economia d’uso ma anche di appagamento a livello di prestazioni. Caratteristiche che oggi possiamo riscontrare sulla sua discendente, la PEUGEOT 308 BlueHDi.

 

Presentata sul finire degli anni 70, la PEUGEOT 305 disponeva fino ad allora solo di motorizzazioni a benzina, cosa questa che ne aveva in parte limitato le vendite soprattutto su alcuni mercati, come quello italiano, dove le vetture con motorizzazioni Diesel erano in forte espansione.

 

In quegli anni, PEUGEOT rappresentava un punto di riferimento assoluto nel mercato delle vetture Diesel di piccola cilindrata, dopo gli ottimi riscontri di mercato ottenuti dalla 204 e dalla 304. Appariva quindi come scontato l’arrivo della 305 Diesel.

 

Così fu. Nella primavera del 1979 venne inserita a listino la prima versione equipaggiata con motore a gasolio della 305, la berlina con il livello di finitura intermedio GR, ribattezzata per l’occasione GRD. L’anno successivo con la presentazione della versione Break (SW) entro subito in gamma anche la Break Diesel e con essa i i livelli di finitura disponibili diventarono due: GLD e SRD, sia in versione berlina che Break.

 

Il motore che equipaggiava queste prime versioni Diesel era il XIDL da 1.548 cm3 accreditato di 49 CV, robusto certamente, ma non particolarmente brillante.

 

Nel luglio del 1982 fu presentato (per l’anno modello 1983) il restyling del modello e le modifiche, seppur importanti sul piano estetico, non furono le sole perché si associarono infatti ad una completa rivisitazione degli interni e delle meccaniche. La 305 seconda serie era una vettura diversa rispetto alla precedente, profondamente rivisitata, gli interni avevano perso gli stilemi anni settanta e anticipavano di qualche mese quelli che sarebbero diventati i tipici tratti anni ottanta delle vetture PEUGEOT, magistralmente interpretati dalla 205 a partire dall’anno successivo.

 

L’adozione del nuovo motore XUD 1.900 cm3 da 65 CV fu la vera novità sul piano della meccanica insieme all’avantreno completamente ridisegnato per garantire una guidabilità migliore e più in linea con il DNA del Leone. Questo nuovo motore Diesel fece realmente la differenza con la concorrenza perché, dotato di un’ottima coppia, buone prestazioni e consumi veramente molto contenuti, fu l’asso nella manica della 305 che riuscì ad imporsi nel sempre più agguerrito mercato dei Diesel sotto i due litri di cilindrata.

 

La 305 entrò ben presto a far parte anche di molte flotte aziendali, sia in versione berlina sia break; quest’ultima disponeva di un notevole spazio di carico, oltretutto molto regolare e lineare, senza le rientranze dei passaruota, questo grazie all’adozione degli ammortizzatori inclinati sotto al piano di carico. La 305 Break, sopravvisse per circa un anno all’uscita dai listini della berlina, in attesa che la 405 Break disegnata da Pininfarina ne rilevasse il testimone. Oggi il testimone di vettura di segmento intermedio è preso a pieno titolo dalla 308, un modello che ha vinto il titolo di Auto dell’Anno e che in entrambe le declinazioni, berlina 5 porte e SW, rappresenta perfettamente i valori di stile, emozione e qualità dei nuovi modelli della Casa del Leone. Anche in questo caso, il Diesel è un protagonista della gamma e la motorizzazione più apprezzata è il nuovo BlueHDi da 1,5 litri di cilindrata con testata 16 valvole accreditato di ben 130 CV che gli consentono grandi prestazioni ma anche consumi ed emissioni al vertice del segmento. Un motore ideale per godere delle caratteristiche vincenti di un modello che ha saputo conquistare oltre 90 mila clienti italiani.