Correva l’anno 1987, 32 anni fa. PEUGEOT presentava la nuova berlina di fascia media, la 405. Un’auto disegnata da Pininfarina che introduceva in gamma anche la versione sportiva, chiamata Mi16. Una sigla che molti ricorderanno. Trasmetteva sportività, cavalli, agilità. La 405 Mi16 nasceva con l’intento di battere la concorrenza nel segmento delle berline sportive grazie ai 160 CV di cui disponeva, al comportamento molto dinamico del telaio ed anche alla disponibilità della trazione integrale sulla versione X4, introdotta in seguito. Un’auto che fece sorridere molti padri di famiglia ma che regalò anche molte vittorie alla Casa del Leone, in pista come nei rally raid, quali la leggendaria Parigi-Dakar.

Con un esordio sul mercato pieno di successi e riconoscimenti internazionali (Volante d’oro nel 1987 in Germania e premio di Auto dell’Anno 1988), con la 405 arrivava la tanto attesa versione sportiva della berlina di casa PEUGEOT di fine anni 80. Da tempo negli ambienti sportivi correva voce che l’eredità della 205 T16 sarebbe stata raccolta, seppur in parte, proprio dalla nuova versione sportiva della 405, e fu così. Una versione in grado di trasmettere la sportività insita nel DNA del Marchio e che molti appassionati aspettavano da tempo. Era il 1987.

La crescita della gamma versioni della 405 è stata inarrestabile fin dalla presentazione del modello; le novità si sono succedute con grande rapidità nel corso dei mesi, dalla versione station wagon Break alla versione con cambio automatico, a nuove motorizzazioni abbinate anche alla trazione integrale, chiamata semplicemente X4, mediante due differenziali epicicloidali ed un differenziale Torsen sull’asse posteriore. La versione sportiva della 405 esordiva nel 1987 e riempiva un vuoto nel mercato delle berline ad alte prestazioni, ma comode e dallo stile molto elegante, frutto, come per le versioni normali, della sapiente matita di Pininfarina. Si chiamava Mi16, una sigla che molti ricorderanno ancora, perché trasmetteva sportività, dinamismo, lasciava presagire grandi prestazioni, come in effetti era. Mi16, dove Mi sta per “multipoint injection” e 16 per il numero delle valvole. Sulla carta, il motore bialbero da 1.9 litri della serie XU9 con testata a 16 valvole erogava ben 160 CV, con possibilità di allungare fino a 7.000 giri. Favoloso. Una versione che garantiva grandissime prestazioni alla berlina del Leone: 220 km/h e uno 0-100 coperto in poco più di 8 secondi.

Nel luglio 1989, con l’uscita dalle catene di montaggio del milionesimo esemplare di 405, dopo appena due anni di commercializzazione, veniva presentata la versione 1990 della 405 Mi16 che disponeva di una serie di aggiornamenti, tra i quali i cerchi in lega passati da 14 a 15 pollici e il sistema frenante ABR (ABS) di serie.

Nel 1991 e nel 1992, per celebrare il successo alla 24 di Le Mans, venivano presentate due versioni speciali entrambe denominate “Le Mans”, la prima solo per il mercato svizzero e la seconda, prodotta in pochissimi esemplari (150 numerati), dotata di una livrea “rosso lucifero“ con interni molto eleganti in cuoio e alcantara, destinata al solo mercato francese e del nord Europa, oggi ricercatissima tra i collezionisti.

Nel 1992 il motore evolveva a favore di un 2 litri con potenza ridotta a 152 CV a causa dell’avvento del catalizzatore, obbligatorio dal 1 gennaio del 1993. In quell’anno, dalla 405 Mi16 è poi nata la versione sovralimentata T16, accreditata di 220 CV e 235 km/h di velocità massima, una versione ancor più prestazionale e di nicchia.

L’obiettivo della berlina 405 Mi16 non era quello di entrare direttamente nelle competizioni, ma di competere ad armi pari con le più potenti berline europee di serie, senza gli eccessi di una vettura progettata specificamente per il motorsport. In realtà, grazie alle elevate qualità stradali e alla meccanica davvero raffinata e prestazionale, nel 1988 la 405 subentrava alla 205 T16 nelle competizioni internazionali, come vettura ufficiale di Peugeot Sport. Le versioni da gara della 405, come precedentemente accaduto per le 205, sono state equipaggiate anche con le 4 ruote motrici cosa, questa, che darà lo spunto per la presentazione e commercializzazione, nella primavera del 1989, della 405 Mi16 X4, la versione a trazione integrale.

Molti si ricorderanno del leggendario filmato che ritraeva un tal Ari Vatanen alla guida di una PEUGEOT 405 T16 intento a scalare Pikes Peak, una gara entrata nella storia delle competizioni. Ma la 405 ha lasciato il segno anche nei rally raid, come la Parigi-Dakar, dove nel 1989 e 1990 ha portato a casa la vittoria assoluta, eguagliando quanto fatto dalla 205 T16 nel 1987 e 1988. In pista, la 405 Mi16 corse anche in Italia e conobbe un certo successo.

La produzione della 405 Mi 16 cessava nel 1995, dopo quasi otto anni di produzione e con un grande successo di mercato con quasi 2 milioni e mezzo di esemplari venduti, buona parte anche in Italia, Paese dove è stata molto apprezzata.